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CORONAVIRUS COVID-19 IL NOSTRO PAESE IN GINOCCHIO 
E RENZI CHIEDE DI RIAPRIRE
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Matteo Renzi (già Presidente del Consiglio e leader di Italia Viva).intervista di oggi ad Arturo Celletti del quotidiano cattolico"Avvenire"«Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c`è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due...». Matteo Renzi scuote la politica con un'operazione verità e con un messaggio che prende forma dietro una sola parola: «Riapriamo». «Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere uno o due anni con il virus».È un`intervista sull'Italia. Sulle sofferenze e sulle speranze dei nostri uomini e delle nostre donne nella stagione del Covid-19. «C'è l`angoscia, il disorientamento, la paura, l'incertezza. C'é il dolore profondo e senza fine per i troppi morti. Ma c'è anche un`altra storia. Straordinaria e commovente. Una storia di valori. Di umanità. Di impegno. Di coraggio. Le famiglie non escono di casa, ma tornano a pregare. Il mondo che ragionava solo di eutanasia difende la vita senza nessun tentennamento e fa quadrato attorno ai più fragili: gli anziani, i malati...».
L'ex presidente del Consiglio parla alternando immagini a messaggi più politici. Senza cercare contatti con la stretta attualità. Non ci sono segnali a Mario Draghi. Non c'è un ultimatum a un'Europa ancora distratta. Poi a metà pomeriggio si ferma sessanta minuti. È con la famiglia davanti alla tv per la preghiera di papa Francesco. Quando l'intervista riprende Renzi riparte da dove si era fermato. Con un pensiero fisso all'Italia e alla strada che dovrà imboccare.
Partiamo dunque dalla parola riaprire?
Bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l`Italia è chiusa e c'è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell'usura si stanno allungando minacciosi, specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione. Serve attenzione, serve gradualità, serve il rispetto della distanza. Ma bisogna riaprire. È un quadro terribile. È un quadro vero. E allora insisto: l'Italia non può stare ibernata per un altro mese perché così si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate. È per questo che le istituzioni devono agire senza perdere nemmeno un giorno.
Agire?
Serve un piano per la riapertura. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe. Sì, non ci scambieremo il segno della pace ma torneremo a messa. O almeno a fare l'adorazione insieme.
Anche le scuole?
Sì, bisogna ripartire. Il ministro giovedì in Senato è stata poco chiara sui tempi, ma bisogna riaprire. Bisogna garantire gli esami: il sei politico fa male. I ragazzi hanno il diritto di essere valutati e il governo ha il dovere di permetterlo. E allora faccio una proposta concreta: si torni a scuola il 4 maggio. Almeno i 700mila studenti delle "medie" e i 2 milioni 700mila delle "superiori". Tutti di nuovo in classe, mantenendo le distanze e dopo aver fatto comunque tutti un esame sierologico: una puntura su un dito e con una goccia di sangue si vede se hai avuto il virus. È probabile che tanti ragazzi abbiano già contratto il Covid senza mostrare sintomi: sarebbe uno screening di massa importante.
Torniamo all'emergenza economica.
Ogni tipo di richiesta di denaro va sospesa: tasse, affitti, mutui. Chi è stato chiuso regge se gli elimini le scadenze o se gli offri una straordinaria iniezione di liquidità. È la sola strada: lo Stato deve dare garanzie alle banche e le banche devono garantire liquidità. Senza pretendere modulistiche infernali, deve bastare un modulo di richiesta sulla base del fatturato dell'anno prima e la garanzia dello Stato.
La burocrazia è un mostro presente in ogni atto del governo?
È così, è drammaticamente così. Il governo, direi la politica, ha bloccato le libertà di sessanta milioni di italiani ma non è stato capace di bloccare il virus della burocrazia. Il "Cura-Italia" è un incomprensibile fiume di parole. Le autocertificazioni per spostarsi cambiano ogni giorno: facciamo un'autocertificazione in meno e un tampone in più. In momenti così la vita della gente va resa semplice, non complicata, in momenti così la burocrazia non può vincere sulla Costituzione.
Giusto pensare a aziende e famiglie ma i numeri del lavoro nero sono impressionanti. Come si soccorre quell`umanità meno garantita?
Bisogna che i soldi arrivino alle aziende e chele aziende ripartano subito. Altrimenti saltano i posti di lavoro. E allora i soldi vanno solo in misure assistenziali, ma il Reddito di cittadinanza per tutti non funziona, non garantisce la ripartenza. Il lavoro nero? Ha ragione: è un tema che c'è, che ci interroga e con cui bisognerà fare i conti. Penso a una scossa fiscale senza precedenti. E, parallelamente, penso a quelli che lei definisce meno garantiti. Se abbiamo la forza di impostare un piano di ripartenza per le aziende "regolari" abbiamo anche il dovere di immaginare una strada per far emergere le sacche di "irregolarità" e di immaginare anche per queste precise garanzie. Penso ai lavoratori in nero a cominciare dalle badanti fuori regola e penso agli immigrati regolari che chiedono cittadinanza. Facciamo emergere la verità E diamo cittadinanza a chi lavora.
Lei dice riaprire, ma la gente ha paura.
Non me lo dica, ho due nonne. Una compie ora cent'anni, un'altra novanta Io penserò a loro, come tutti noi penseremo ai nostri anziani che non potremo più abbracciare per qualche mese: è terribilmente triste ma saremmo costretti a fare così. La stagione del coronavirus ha un prima, un dopo, ma anche un durante. E nel durante bisognerà fare i conti con la realtà. Per un anno non ci daremo più la mano. Non staremo più attaccati nelle tavolate in pizzeria, si andrà al cinema e al teatro mantenendo la distanza di sicurezza. Si eviteranno i posti affollati e si lavorerà di più da casa. Si vivrà diversamente, ma si vivrà. Bisogna ripartire, però. Perché l'alternativa è chiudersi in casa e morire. Penso spesso a Firenze: dopo la peste del 1348 creò il Rinascimento. Penso che per arrivare al dopo bisogna attraversare il durante. Faremo fatica ma ce la faremo.

Si segnala che nel mondo intero i casi accertati superano oltre i 470000 con il picco maggiore in Cina (27%) ed in Italia (16%).L'Italia purtroppo ha il maggior numero di decessi.

Ad oggi 28 MARZO 2020 (i dati aggiornati alle 17,00 dalla Protezione Civile) i contagiati complessivi dall'inizio dell'epidemia sono adesso 92.472 (+6,9%), dei quali 12.384 sono guariti e 10.023 sono deceduti. In questo momento le persone positive al coronavirus in Italia sono 70.065. Rispetto a ieri, i contagi sono aumentati di 3.651 persone (ieri erano aumentati di 4.401); i guariti sono cresciuti di 1.434 unità; i deceduti di 889. Sono 3.856 i malati in terapia intensiva, 124 in più rispetto a ieri. Le persone in isolamento domiciliare sono 39.533 su 70.065: il 56,4% del totale.

I casi attualmente positivi sono 24.509 in Lombardia (1.319 in terapia intensiva, 8.962 i guariti), 9.964 in Emilia-Romagna (316 in terapia intensiva, 1075 i guariti), 6.913 in Veneto (344 in terapia intensiva, 655 i guariti), 6.851 in Piemonte (3.318 in terapia intensiva, 203 i guariti), 2.999 nelle Marche (166 in terapia intensiva, 10 i guariti), 3.511 in Toscana (277 in terapia intensiva, 108 i guariti), 2.086 in Liguria (167 in terapia intensiva, 378 i guariti), 2.181 nel Lazio (133 in terapia intensiva, 200 i guariti), 1.407 in Campania (132 in terapia intensiva, 76 i guariti), 1.120 in Friuli Venezia Giulia (59 in terapia intensiva, 229 i guariti),1.242 in Sicilia (71 in terapia intensiva, 60 i guariti), 1.234 nella provincia di Trento (72 in terapia intensiva, 151 i guariti), 929 nella provincia di Bolzano (51 in terapia intensiva, 116 i guariti), 1.358 in Puglia (98 in terapia intensiva, 29 i guariti), 1.027 in Abruzzo (70 in terapia intensiva, 30 i guariti), 898 in Umbria (44 in terapia intensiva, 43 i guariti), 98 in Molise (9 in terapia intensiva, 16 i guariti), 569 in Sardegna (22 in terapia intensiva, 29 i guariti), 468 in Valle d'Aosta (26 in terapia intensiva, 2 i guariti), 523 in Calabria (22 in terapia intensiva, 11 i guariti) e 178 in Basilicata (19 in terapia intensiva, 1 i guariti).

Sono  12.384 (+13,1%) le persone guarite e dimesse in numero superiore ai deceduti che sono 10.023 (+9,7%) ma questo numero potrà essere confermato solo dopo che l’Istituto Superiore di Sanità avrà stabilito la causa effettiva del decesso In Sicilia la situazione è questa riassunta:

26_marzo_2020_sicilia
Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi 28 marzo, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale.Sono al momento 1242 (+6,3% rispetto ad ieri) le persone positive al Coronavirus in Sicilia, 74 in più rispetto alla giornata di ieri anche se il dato di quelli trasmessi all'Iss è di 1359. Come comunicato dalla Regione Siciliana all'Unità di crisi nazionale, Dall'inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 13.096.Il boom a Messina con 46 contagiati in piu rispetto ad ieri (oltre il 22%)con una situazione che peggiora ogni giorno se si pensa che Catania aumenta di 6 contagiati.

Agrigento, 55 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 50 (19, 3, 4); Catania, 350 (127, 16, 21); Enna, 158 (92, 1, 9); Messina, 262 (133, 3, 14); Palermo, 213 (80, 14, 5); Ragusa, 29 (9, 3, 0); Siracusa, 64 (26, 18, 2); Trapani, 61 (26, 0, 1)

Quello che colpisce piu' di tutto è l'inadeguatezza della struttura regionale Assessore alla Salute e Presidente evidentemente non preparati per gestire una emergenza così diffusa.Si aggiunga poi che scoppia la polemica sul fantomatico Comitato Scientifico nominato dall'Assessore Razza non si sa bene,come sostengono 80 medici firmatari di un documento,con quale criterio e con delle affermazioni sulla non utilità dei tamponi che sicuramente aggiungono confusione in un momento in cui non serve.a cio' si aggiunga la denuncia per vilipendio allo Stato ed alle Forze Armate presentata dal Ministro degli Interni nei confronti del primo cittadino di Messina diventata nel frattempo una star dei social. 

Ricordiamo che al momento la Sicilia dispone di 213 posti in terapia intensiva ma la Regione  sta mettendo in questi giorni in pratica il piano per portare entro il 20 aprile i posti in Rianimazione a quota 600.


Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.


direttore@lanotiziaitalia.it                                                   #IoRestoaCasa

              virus_fuori_dalla_porta
 Questa è la nuova autocertificazione       
   avverti_il_medico
 

L'Ing.Giuseppe Palamara (consulente di testate nazionali) fornisce come ogni  giorno questi dati e lo ringraziamo per il suo apporto:

22_marzo_palamara
         
I NUMERI DI OGGI CI DANNO UN DECISO PASSO IN AVANTI VERSO IL PICCO (4 VERDI SU 4)
Oggi 5.974 contagi, ieri il dato complessivo era 86.548 in matematica questo è un aumento percentuale del 6,9% il più basso dall’inizio dell’emergenza confermato il trend della diminuzione della percentuale dei contagiati giornalieri rispetto al totale contagi del giorno prima degli ultimi 6 giorni ove si è avuto un valore dal 6,9% all’8,3%. Restiamo linea con il trend degli ultimi 14 giorni sotto il 17% ben distante dal quasi 30% che toccavamo nei giorni di boom.
Precisiamo che i risultati sono frutto di un metodo matematico che non tiene conto di altre variabili.L'assunto è sempre lo stesso occorre rispettare le regole poichè si segnala finalmente una inversione di tendenza anche se ancora è presto per sapere se stiamo raggiungendo il picco.

      

  direttore@lanotiziaitalia.it                                                    
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